Il treno elettorale del M5S è stracolmo di candidati

Nel 2013 erano poco più di una curiosità elettorale e si sono presentati con una serie di personaggi sconosciuti e variegati, ora mentre il Treno per l’Italia di Matteo Renzi arranca sui binari delle ferrovie italiane, tra sprechi e figuracce, il treno merci elettorale dei pentastellati appena partito è già strapieno di possibili candidati.

“Uno vale Uno” e tanta paura di essere contaminati i “grillini” sono entrati, malvisti e osteggiati da quelli che già le occupavano, nelle aule istituzionali e poco alla volta hanno imparato e hanno preso confidenza con le istituzioni.

Ora i vagoni si sono colmati di volti noti provenienti da vari mondi a partire da quello dei media con il giornalista Gianluigi Paragone, ex direttore della Padania, che alla sua “La Gabbia” su La7 li ha sempre voluti e accolti, anche senza leccarli, e Emilio Carelli proveniente da Mediaset e Sky.

Dal mondo dello spettacolo arrivano Claudia Federica Petrella, che aveva pubblicamente denunciato le molestie sessuali ricevute da un regista, e a Alessia Capone speaker radiofonica, dal mondo della cooperazione arriva Marco Montanari, osservatore Ocse e consigliere Ue in missione in Niger, dalla scuola arriva Ugo Grassi, docente di Diritto Civile all’Università Partenope di Napoli e dalla sanità l’ostetrica Donatella Martirano veterana della Croce Rossa.

Anche la politica tradizionale sale sui vagoni del treno elettorale con personaggi come l’ex IDV e ora presidente dell’Adusbef Elio Lannuti e l’ex deputato Pierfelice Zazzera.

Non è più necessario essere iscritti o militanti per presentare le proprie candidature ed è stata aperta la porta ai rappresentanti della cosiddetta “società Civile” come Gregorio De Falco, capitano della Guardia Costiera diventato celebre per il suo” torni a bordo cazzo” diretto al pavido comandante della Concordia o alla “iena” Dino Giarrusso diventato celebre anche per il suo servizio sulle accuse di molestia al regista Fausto Brizzi.

Sul treno vorrebbero salire in tanti, il movimento è stato sdoganato e a sua volta sta sdoganando tante nuove figure, tanto da rischiare di mandare in tilt la piattaforma di raccolta delle autocandidature e a costringerli a prorogare di qualche ora il termine di presentazione e da costringere il Garante della Privacy secondo cui sarebbe necessario apportare modifiche alla piattaforma per il voto online “Rousseau” per tutelare gli iscritti.

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