Gallarate, Monsignor Festa: “condividere, intercedere e riaccogliere”

Non potendo celebrare la tradizionale processione in occasione della Festa della Divina Misericordia il prevosto di Gallarate pubblica sul canale Youtube della Basilica di Gallarate un video in cui, dopo una profonda riflessione lancia un’appello a favore degli ultimi, quelli che “In questi giorni in cui si dice restate a casa, una casa dove stare non ce l’hanno”

Tra i tanti disagi che l’emergenza coronavirus ci ha portato quello dei senzatetto di Gallarate, il gruppo di persone che gravita intorno alla cosiddetta “compagnia del tavernello” sta diventando di giorno in giorno più pesante.

La chiusura della “Casa di Francesco”, dove i senzatetto di Gallarate potevano trovare da dormire, da lavarsi e un minimo di assistenza sanitaria offerto dalla Croce Rossa, e del Ristoro del Buon Samaritano, dove potevano trovare un pranzo caldo, sta creando una situazione di grave disagio.

«Noi come parrocchie della Città conosciamo per nome queste persone” ha detto monsignor Festa e «Se molte di loro, ma non tutte, hanno problemi di alcolismo, vorrei che si considerasse che anche l’alcolismo è una malattia o è la conseguenza di qualche malattia psichica e come tale va curata” e spiega che rimproverare le persone alcolizzate perché non usano la testa, sarebbe come rimproverare gli asmatici perché non respirano bene.

Il Prevosto ha citato l’esempio di Padre Pio che realizzò la “Casa del Sollievo” e si è appellato ai gallaratesi affinché possano immaginare qualche cosa di simile, un posto dove, ciascuno con le sue capacità e le sue esperienze, si possa fornire misure sanitarie o aiuti di prima necessità come il cibo o il vestiario.

Potrebbe essere un luogo in cui, ad esempio, poter misurare la febbre o fornire un ricovero in caso di problemi di salute.

Per fortuna queste persone, dato che nei loro confronti abbiamo già stabilito una “distanza sociale “, “noi che siamo i malati in questi giorni non li abbiamo ancora contagiati, per qualche contagio li potrebbe raggiungere – ha detto monsignor Festa – vorrei che le persone senza dimora venissero considerate come persone, curate e aiutate anche in questo momento”

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